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Prestiti pensionati INPS: come richiederli

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24 novembre 2021

I prestiti pensionati INPS sono stati introdotti il 31 maggio 2007 con la circolare n. 91, che consente ai pensionati INPS di richiedere finanziamenti presso vari enti convenzionati e accreditati con lo stesso. Questi prestiti possono essere saldati mediante cessione del quinto della pensione.

Nello ‘Schema di convenzione finalizzato alla concessione di prodotti di finanziamento a pensionati INPS’, pubblicato il 23/05/2013 in allegato al messaggio n. 8414, sono contenute nel dettaglio tutte le tutele previste dall’INPS ai pensionati. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze si occupa di rivedere i tassi d’interesse applicati ai prestiti, mentre la Banca d’Italia è tenuta a rilevarli. Vediamo adesso come funzionano i prestiti pensionati INPS e come richiederli.

Come funzionano i prestiti INPS ai pensionati

I prestiti a pensionati possono essere erogati sia dall’istituto stesso tramite il proprio fondo, che da altri istituti di credito, che hanno sottoscritto l’offerta dell’INPS per tutelare i pensionati. Questa convenzione pubblica l’elenco di tutti gli enti che hanno aderito alla stessa e regola il tasso d’interesse per il prestito.

E’ disponibile, sul sito INPS, un servizio online di simulazione dei prestiti. Per i pensionati è possibile usufruire della ‘quota credibile’, ovvero di quel servizio mobile che consente di determinare la quota cedibile della pensione, nel rispetto del trattamento minimo ed al netto delle trattenute previdenziali e fiscali.

Cos’è la cessione del quinto

Come abbiamo accennato in precedenza, i prestiti INPS ai pensionati vengono erogati attraverso la cessione del quinto, ovvero la trattenuta di un quinto della propria pensione, così da restituire il capitale ottenuto mediante il finanziamento. La cessione del quinto è un prestito garantito a rate costanti e a tasso fisso, con le rate da rimborsare che non possono avere importo superiore a 1/5 della pensione. Oltre a ciò, altre caratteristiche della cessione del quinto sono:

  • assenza dell’imposta sostitutiva o dell’imposta di bollo;
  • assenza di commissioni d’istruttoria;
  • assenza di commissioni di gestione e di intermediazione.

Per richiedere un prestito pensionati INPS attraverso la cessione del quinto è necessario avere una copertura assicurativa (obbligatoria per legge) e una pensione.

L’ente pensionistico andrà a versare direttamente le rate fisse del prestito e non necessiterà di alcuna garanzia patrimoniale aggiuntiva, che può essere, ad esempio, la firma del proprio coniuge. Per quanto riguarda la documentazione richiesta nel momento in cui si procede alla cessione del quinto, abbiamo:

  • codice fiscale;
  • documento d’identità in corso di validità;
  • ultima dichiarazione dei redditi;
  • modello CUD o cedolino della pensione.

Il pensionato che vorrà richiedere questa particolare tipologia di prestito, dovrà recarsi presso una società finanziaria o la propria banca. In ogni caso, sarà sempre l’INPS a versare la quota mensile, andandola a trattenere direttamente dalla pensione.

Chi non può accedere al quinto della pensione

Sono esclusi dalla possibilità di richiedere la cessione del quinto della pensione per l’ottenimento del prestito pensionati INPS le seguenti categorie:

  • chi riceve assegni di sostegno al reddito;
  • gli invalidi civili;
  • chi riceve gli assegni al nucleo familiare;
  • chi è titolare di pensione e assegno sociale;
  • chi riceve un assegno mensile per l’assistenza ai pensionati per inabilità;
  • gli invalidi civili;
  • i titolari di pensioni con contitolarità per la quota parte non di pertinenza del soggetto richiedente la cessione.

Come richiedere i prestiti pensionati INPS

Il primo passaggio che dovrà seguire il pensionato che intende ottenere un prestito con la cessione del quinto è di comunicare la cedibilità della pensione. Si tratta del documento attraverso il quale viene riportato l’importo massimo della rata del prestito. Dovrà essere il pensionato stesso ad effettuare la richiesta della quota cedibile, recandosi presso una sede INPS qualunque. In seguito, bisognerà portare tale richiesta o nella società finanziaria scelta, o nella propria banca, al fine di sottoscrivere il contratto di finanziamento.

Nel caso in cui il pensionato si rivolga presso un ente finanziario convenzionato con l’INPS, sarà il medesimo ente ad eseguire la comunicazione di cedibilità, mediante il collegamento telematico con l’istituto. In questa ipotesi è possibile godere di tassi d’interesse più vantaggiosi.

Chiaramente, la rata da pagare mensilmente sarà determinata dall’importo totale della pensione percepita dal richiedente e dovrà corrispondere ad un quinto della stessa. Questa rata viene computata al netto delle trattenute previdenziali e fiscali, al fine di non andare ad intaccare l’importo della pensione minima, che viene fissato per legge. Detto ciò, non è possibile effettuare la cessione sulle erogazioni pensionistiche integrate al minimo. Nell’ipotesi in cui si percepiscano più pensioni, la cessione del quinto sarà eseguita sull’importo totale.

Quali sono le tutele previste

L’INPS, prima di eseguire l’accettazione della richiesta di prestito propugnata dal pensionato, dovrà verificare una serie di condizioni:

  • che la rata mensile non sia maggiore ad un quinto del totale della pensione;
  • che il tasso d’interesse applicato sia minore al tasso limite antiusura, destinato agli enti finanziari accreditati, o al tasso convenzionale, che dipende dalla fascia di età;
  • che la società finanziaria o la banca consegua tutti i requisiti previsti dalla legge per erogare questa tipologia di finanziamento;
  • che nel contratto vengano inserite tutte le spese necessarie, comprese quelle accessorie, come estinzione anticipata, interessi, commissioni, istruttoria e premio assicurativo per premorienza.

Conclusioni

Sicuramente i finanziamenti per pensionati sono un’ottima risorsa per ottenere un credito semplice e veloce per questa particolare categoria di età, che spesso è caratterizzata da una certa difficoltà nell’ottenere prestiti. Ciò è dovuto dal fatto che, solitamente, è difficile offrire delle garanzie materiali che possano intervenire nell’ipotesi in cui il richiedente non sia in grado di restituire quanto effettivamente ottenuto dalla società finanziaria o dalla banca.

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